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Guida di riferimento · Green Connection

GUIDA AI TERPENI DELLA CANAPA E DELLA CANNABIS

I terpeni sono le molecole aromatiche volatili che la canapa produce nei tricomi. Costruiti con mattoncini da cinque atomi di carbonio, danno a ogni fiore e a ogni resina il suo odore: agrumi, pino, pepe, lavanda o note di terra. In questa guida trovi la loro chimica, la volatilità, 25 schede dettagliate e il modo in cui un laboratorio li misura.

Le basi

Cosa sono i terpeni?

Un terpene è un idrocarburo che la pianta assembla partendo da un'unità di cinque atomi di carbonio, l'isoprene (C5H8). Le unità si legano testa-coda e la catena che ne risulta può chiudersi in uno o più anelli. È la cosiddetta regola dell'isoprene, ed è il motivo per cui le formule dei terpeni procedono a multipli di cinque carboni: C10 per i monoterpeni, C15 per i sesquiterpeni, C20 per i diterpeni. Il termine fu proposto da August Kekulé nel 1866 per gli idrocarburi C10H16 della trementina.

I terpeni sono la famiglia più ampia di sostanze naturali conosciute, e Cannabis sativa L. ne è una fonte particolarmente ricca: la letteratura scientifica riporta 110 terpeni e 121 terpenoidi descritti nella specie. Ogni singolo fiore ne esprime solo una parte, quasi sempre con un piccolo gruppo di molecole dominanti in testa.

Terpeni e terpenoidi: una questione di ossigeno

In senso stretto un terpene contiene solo carbonio e idrogeno: mircene, limonene e pinene sono esempi da manuale. Quando compare un gruppo con ossigeno (alcol, etere, chetone, aldeide, estere) si parla di terpenoide. Linalolo e geraniolo sono alcoli, l'eucaliptolo è un etere ciclico, l'ossido di cariofillene è un epossido. Nel linguaggio del settore i due termini si usano spesso come sinonimi: in questa guida parliamo di terpeni in senso ampio e indichiamo il gruppo funzionale in ogni scheda.

Flavonoidi e «flavorant»: un'altra storia

I flavonoidi appartengono alla famiglia dei polifenoli. Fanno da pigmenti e sono praticamente non volatili, quindi contano pochissimo nell'odore. La canapa ne produce diversi, tra cui tre esclusivi: le cannflavine A, B e C. I cosiddetti flavorant sono un'altra cosa ancora: composti volatili non terpenici (esteri, tioli, indoli) individuati di recente nelle resine in tracce, che spiegano una parte sorprendente di certi aromi fruttati o «gas».

CriterioTerpeniTerpenoidiFlavonoidi
ComposizioneCarbonio e idrogenoCon ossigenoPolifenoli
EsempiMircene, limoneneLinalolo, borneoloCannflavine, apigenina
VolatilitàAltaMediaQuasi nulla
Ruolo principaleOdoreOdore, note florealiPigmenti

Le classi in base alle unità di isoprene

ClasseCarboniUnità C5Esempio nella canapa
Emiterpeni51Isoprene (unità base)
Monoterpeni102Mircene, pineni
Sesquiterpeni153Cariofillene, umulene
Diterpeni204Fitolo
Triterpeni306Friedelina (radici)
Tetraterpeni408Carotenoidi
Botanica

La biosintesi nei tricomi

Gran parte dei terpeni della canapa nasce nei tricomi ghiandolari, i minuscoli peli a forma di fungo che ricoprono le brattee dei fiori femminili. I tricomi capitati peduncolati, i più grandi, portano in cima un disco di cellule secretrici. Queste cellule riversano la resina in una cavità sotto la cuticola e formano la testa lucida che si vede con la lente. Quella testa, carica di terpeni e cannabinoidi, è la materia prima di tutte le resine setacciate.

Due vie per lo stesso mattoncino

Tutto parte da due molecole a cinque carboni: l'IPP (isopentenil difosfato) e il suo isomero DMAPP. La pianta le produce lungo due percorsi distinti. La via del MEP (metileritritolo fosfato) lavora nei plastidi e impiega sette passaggi per arrivare dal piruvato e dalla gliceraldeide-3-fosfato a IPP e DMAPP. La via del mevalonato (MVA) opera nel citosol a partire dall'acetil-CoA. In linea di massima il MEP rifornisce i monoterpeni e il mevalonato i sesquiterpeni, con alcuni scambi fra compartimenti.

Le terpene sintasi decidono la forma

Un enzima unisce poi due unità in geranil difosfato (GPP, 10 carboni) o tre unità in farnesil difosfato (FPP, 15 carboni). Questi precursori lineari vengono ripiegati dalle terpene sintasi (TPS), che stabiliscono l'architettura finale: catena aperta, un anello, più anelli. Alcune sintasi danno un solo prodotto, altre una miscela. Nella varietà di canapa Finola l'enzima CsTPS3 produce soltanto mircene, mentre CsTPS9 libera β-cariofillene e α-umulene in un rapporto vicino a 2,5 a 1, quasi identico a quello misurato nei fiori. I gruppi di ricerca dell'Università della Columbia Britannica hanno contato 33 modelli genici TPS completi nel genoma di Purple Kush e una trentina di enzimi caratterizzati in tutto.

Un dettaglio lega tutto: il GPP è anche un mattoncino dei cannabinoidi, che sono terpenofenoli. Insieme all'acido olivetolico forma l'acido cannabigerolico (CBGA), punto di partenza dei cannabinoidi acidi descritti nella nostra guida ai cannabinoidi. Terpeni e cannabinoidi condividono la stessa fabbrica e le stesse materie prime, il che aiuta a capire la correlazione moderata tra i due contenuti osservata nelle grandi banche dati di laboratorio.

1. Mattoncini C5

IPP e DMAPP, dalla via del MEP (plastidi) o dalla via del mevalonato (citosol).

2. Precursori

GPP (C10) per i monoterpeni, FPP (C15) per i sesquiterpeni, GGPP (C20) per i diterpeni.

3. Terpene sintasi

Ogni enzima ripiega il precursore in uno scheletro preciso: mircene, limonene, cariofillene...

4. Accumulo

La resina si raccoglie nella testa del tricoma, sotto la cuticola, accanto ai cannabinoidi.

Chimica

Monoterpeni e sesquiterpeni

Se c'è una distinzione da tenere a mente, è questa. I monoterpeni hanno 10 carboni (circa 136 g/mol per gli idrocarburi), i sesquiterpeni 15 (circa 204 g/mol). Quel terzo di massa in più cambia tutto. I monoterpeni sono leggeri e molto volatili: sono le note di testa che arrivano appena si apre un barattolo, agrumi, pino, erbe fresche. I sesquiterpeni, più pesanti, si liberano più lentamente e reggono le note di fondo: pepe, legno, luppolo.

Le analisi lo mostrano chiaramente. In uno studio di riferimento pubblicato sul Journal of Natural Products nel 1996, l'olio volatile delle infiorescenze fresche era composto per il 92,5 % da monoterpeni e per il 6,8 % da sesquiterpeni. Dopo una settimana di essiccazione all'aria e tre mesi di conservazione a temperatura ambiente, la quota dei monoterpeni era scesa al 62 % e quella dei sesquiterpeni salita al 35,6 %. I sesquiterpeni non erano aumentati: semplicemente i monoterpeni, più leggeri, se n'erano andati prima.

CriterioMonoterpeniSesquiterpeni
Formula tipoC10H16C15H24
PrecursoreGPPFPP
Via principaleMEP (plastidi)Mevalonato (citosol)
VolatilitàAltaPiù bassa
NoteAgrumi, pino, erbePepe, legno, luppolo
EsempiMircene, limonene, pineniCariofillene, umulene, bisabololo
Chimica fisica

Volatilità e punti di ebollizione

La volatilità di un terpene dipende soprattutto dalle dimensioni e dai gruppi funzionali. I monoterpeni idrocarburici bollono tra 155 e 186 °C a pressione atmosferica. Con un gruppo alcolico le molecole formano legami a idrogeno tra loro e il valore sale: 198 °C per il linalolo, 230 °C per il geraniolo. I sesquiterpeni superano nettamente i 250 °C; il β-cariofillene bolle attorno a 262-264 °C.

Il punto di ebollizione, però, non indica la temperatura alla quale l'aroma comincia a perdersi. I terpeni passano nell'aria già a temperatura ambiente, lentamente e di continuo: è proprio per questo che un fiore ha un odore. Per le molecole più pesanti le tabelle riportano spesso valori misurati a pressione ridotta (ad esempio 106-107 °C a 5 mmHg per l'umulene), che non sono confrontabili con quelli a un'atmosfera. Infine l'intensità percepita dipende dalla soglia olfattiva: l'(R)-linalolo si avverte già a 0,8 parti per miliardo, quindi una traccia può pesare nel bouquet più di un composto maggioritario.

TerpeneClasseEbollizione (1 atm)
α-PineneMonoterpene155-156 °C
CanfeneMonoterpene159 °C
SabineneMonoterpene163-164 °C
β-PineneMonoterpene166 °C
Mircene (β-mircene)Monoterpene166-168 °C
δ-3-CareneMonoterpene170-172 °C
α-FellandreneMonoterpene171-172 °C
LimoneneMonoterpene176 °C
Eucaliptolo (1,8-cineolo)Monoterpenoide176 °C
TerpinoleneMonoterpene185-186 °C
LinaloloMonoterpenoide198-199 °C
FencoloMonoterpenoide201 °C
BorneoloMonoterpenoide213 °C
α-TerpineoloMonoterpenoide218 °C
GeranioloMonoterpenoide230 °C
β-CariofilleneSesquiterpene262-264 °C

I valori sono punti di ebollizione a pressione atmosferica tratti da schede di riferimento (PubChem e dati raccolti). Canfene, borneolo, fencolo e guaiolo sono solidi a temperatura ambiente, il che li rende un po' meno mobili dei vicini liquidi.

Schede dettagliate

I 25 principali terpeni della canapa

Per ogni molecola: formula, classe, punto di ebollizione, aroma, piante in cui si trova in natura, particolarità chimiche e profili varietali in cui viene citata spesso. Quei profili sono tendenze riportate dalla letteratura e dalle banche dati di analisi, mai una garanzia: solo il profilo di laboratorio di un lotto preciso fa fede.

Mircene (β-mircene)

C10H16 · Monoterpene aciclico · Eb. 166-168 °C

Aroma: terroso e muschiato, con la rotondità della frutta matura e un tocco balsamico e pepato.

In natura: luppolo, citronella, mango, cardamomo, foglia di alloro, bacca di ginepro, verbena e timo selvatico.

Chimica: catena aperta con tre doppi legami. Instabile all'aria e incline a polimerizzare, è anche tra i primi a calare in essiccazione. L'industria lo usa come intermedio per altre molecole aromatiche.

Profili tipici: monoterpene principale in gran parte dei fiori e nella canapa in generale; molto presente nei profili di tipo Kush, Skunk e in tanti ibridi terrosi.

Limonene

C10H16 · Monoterpene monociclico · Eb. 176 °C

Aroma: scorza di limone e d'arancia per l'enantiomero (+); una sfumatura più resinosa, di pino e trementina, per il (−).

In natura: componente principale degli oli di buccia di agrumi; la forma (−) si trova nel cumino dei prati, nell’aneto e nel bergamotto.

Chimica: un anello e due doppi legami; molecola chirale. Con aria umida si ossida in carveolo, carvone e ossido di limonene, alterando l'aroma di un lotto conservato male.

Profili tipici: spesso secondario, a volte dominante; definisce i profili agrumati e il gruppo chimico «cariofillene e limonene», diffusissimo negli ibridi moderni.

β-Cariofillene

C15H24 · Sesquiterpene biciclico · Eb. 262-264 °C

Aroma: pepe nero, chiodo di garofano, legno secco, con calore speziato.

In natura: pepe nero, chiodi di garofano, origano, luppolo, basilico, cannella, rosmarino e lavanda.

Chimica: struttura rara in natura: un anello a quattro atomi (ciclobutano) e un doppio legame trans dentro un anello a nove. Si ossida in ossido di cariofillene e convive con il suo isomero, l'umulene.

Profili tipici: sesquiterpene principale della maggior parte dei fiori; citato spesso nei profili speziati delle famiglie Cookies, OG e Gorilla.

α-Pinene

C10H16 · Monoterpene biciclico · Eb. 155-156 °C

Aroma: aghi di pino appena stropicciati, resina di conifera, nota verde e secca.

In natura: conifere, trementina (di cui è il componente principale), rosmarino, salvia, basilico ed eucalipto; è il terpenoide più diffuso in natura.

Chimica: doppio legame dentro un sistema biciclico teso a quattro e sei atomi; la varietà Finola produce soprattutto la forma (+).

Profili tipici: frequente in secondo piano; legato al gruppo «mircene e pinene» e a profili freschi e boschivi come Jack Herer o Blue Dream.

β-Pinene

C10H16 · Monoterpene biciclico · Eb. 166 °C

Aroma: più legnoso ed erbaceo dell'isomero, con un tocco di basilico e luppolo.

In natura: scorza di combava (dove è maggioritario), aneto, prezzemolo, luppolo e conifere.

Chimica: stesso scheletro dell'α-pinene ma con doppio legame esterno all'anello (gruppo metilene); un po' meno volatile.

Profili tipici: accompagna quasi sempre l'α-pinene, in proporzione minore.

Linalolo

C10H18O · Alcol monoterpenico aciclico · Eb. 198-199 °C

Aroma: floreale, lavanda fresca nella forma (R); più dolce e agrumato nella forma (S).

In natura: prodotto da oltre 200 specie: lavanda, alloro, basilico, coriandolo, zagara, betulla e luppolo.

Chimica: alcol terziario chirale con soglia olfattiva bassissima (0,8 ppb per la forma R). Si ossida all'aria, per questo conta la chiusura ermetica.

Profili tipici: raramente dominante ma ben percepibile grazie alla soglia bassa; presente nei profili floreali e in alcune Kush.

Terpinolene

C10H16 · Monoterpene monociclico · Eb. 185-186 °C

Aroma: complesso e fresco: pino, fiori, un tocco di agrume e una dolcezza un po’ erbacea.

In natura: lillà, alcune conifere, mela, cumino, noce moscata e tea tree, in piccole quantità.

Chimica: isomero del limonene con doppio legame esociclico; in Finola non è stata trovata una sintasi dedicata, segno di una biosintesi complessa.

Profili tipici: definisce il gruppo chimico più raro («terpinolene e mircene»); tipico delle Haze, Jack Herer, Durban Poison e Trainwreck.

α-Umulene

C15H24 · Sesquiterpene monociclico · Eb. 106-107 °C a 5 mmHg

Aroma: luppolato, legnoso, erbaceo e secco.

In natura: luppolo (fino al 40 % dell'olio dei coni secondo la varietà), salvia, menta verde, zenzero, pini e ginseng.

Chimica: anello a undici atomi con tre doppi legami; isomero del β-cariofillene, un tempo chiamato α-cariofillene.

Profili tipici: segue quasi sempre il cariofillene, con un rapporto vicino a 1 su 2,5 in Finola; comune nei profili terrosi e speziati.

β-Ocimene

C10H16 · Monoterpene aciclico · Eb. 100 °C a 70 mmHg

Aroma: erbaceo e dolce, con una nota fruttata e leggermente legnosa.

In natura: basilico (il genere Ocimum gli dà il nome), foglie di bay rum, luppolo, mango e orchidee.

Chimica: catena aperta con tre doppi legami, forme cis (Z) e trans (E); instabile all'aria come il mircene. L'enzima CsTPS6 di Finola produce il 97 % di forma (E).

Profili tipici: componente secondario frequente dei profili freschi e fruttati, soprattutto nel gruppo del terpinolene.

α-Bisabololo

C15H26O · Alcol sesquiterpenico monociclico · Eb. 153 °C a 12 mmHg

Aroma: floreale dolce e discreto, con sfumature di mela, miele e cocco.

In natura: componente principale dell'olio di camomilla comune (Matricaria recutita); presente anche nel legno di candeia.

Chimica: alcol terziario, olio viscoso e incolore, pochissimo volatile (153 °C a 12 mmHg).

Profili tipici: terpene minore, rilevato in quantità apprezzabili in alcune varietà selezionate.

Nerolidolo

C15H26O · Alcol sesquiterpenico aciclico · Eb. 112-114 °C a 1 mbar

Aroma: legnoso e floreale, ricorda la corteccia fresca e la zagara.

In natura: neroli, zenzero, gelsomino, lavanda, tea tree e citronella.

Chimica: alcol terziario a catena aperta, isomeri cis e trans; pochissimo volatile.

Profili tipici: di solito in tracce, ma può comparire tra i cinque terpeni principali di alcuni estratti floreali.

Geraniolo

C10H18O · Alcol monoterpenico aciclico · Eb. 230 °C

Aroma: rosa e geranio con un guizzo di agrume e citronella.

In natura: componente principale degli oli di palmarosa, rosa e citronella; le api lo secernono per segnalare i fiori ricchi di nettare.

Chimica: alcol primario a catena aperta (isomero E); il suo isomero Z è il nerolo. Punto di ebollizione alto (230 °C).

Profili tipici: minore; arrotonda i profili floreali e fruttati.

Eucaliptolo (1,8-cineolo)

C10H18O · Etere monoterpenico biciclico · Eb. 176 °C

Aroma: fresco, mentolato, canforato, molto netto.

In natura: eucalipto, foglia di alloro, rosmarino, salvia, cardamomo e artemisia.

Chimica: etere ciclico: l'ossigeno fa da ponte tra due carboni dell'anello. Senza doppi legami resiste all'ossidazione meglio degli idrocarburi.

Profili tipici: presente in piccole quantità; regala freschezza mentolata ad alcuni profili.

Valencene

C15H24 · Sesquiterpene biciclico · Eb. 123 °C a 11 mmHg

Aroma: arancia dolce, agrume maturo, leggermente legnoso.

In natura: agrumi, soprattutto l'arancia Valencia da cui prende il nome.

Chimica: scheletro eremofilano; è il precursore del nootkatone, molecola chiave dell'odore di pompelmo.

Profili tipici: minore; rafforza il registro agrumato delle varietà con nomi d'arancia o mandarino.

Canfene

C10H16 · Monoterpene biciclico · Eb. 159 °C · Fusione 51-52 °C

Aroma: aghi d'abete, canfora, nota legnosa ed erbacea.

In natura: trementina, cipresso, albero della canfora, citronella, neroli, zenzero, valeriana e mango.

Chimica: solido bianco a temperatura ambiente (fonde attorno a 51 °C), con doppio legame esociclico su scheletro norbornanico.

Profili tipici: minore; accompagna i pineni nei profili boschivi.

α-Terpineolo

C10H18O · Alcol monoterpenico monociclico · Eb. 218 °C

Aroma: lillà e floreale su un fondo di pino e agrumi.

In natura: olio di pino, cardamomo, cajeput e petitgrain.

Chimica: il più comune dei quattro isomeri del terpineolo; alcol terziario abbastanza stabile.

Profili tipici: minore; si trova spesso accanto a pinene e linalolo.

Guaiolo

C15H26O · Alcol sesquiterpenico biciclico · Fusione 92 °C

Aroma: legnoso, con sfumature di pino e di rosa.

In natura: olio di legno di guaiaco e pino-cipresso australiano (Callitris).

Chimica: alcol a scheletro guaiano, cristallino a temperatura ambiente (fonde attorno a 92 °C).

Profili tipici: minore ma rilevato con regolarità; aggiunge profondità legnosa.

α-Fellandrene

C10H16 · Monoterpene monociclico · Eb. 171-172 °C

Aroma: pepato e mentolato, leggermente agrumato.

In natura: eucalipto (Eucalyptus dives), aneto e finocchio d'acqua; la forma β viene soprattutto dalla trementina.

Chimica: nella forma α i due doppi legami sono dentro l'anello; nella β uno è esterno. L'α-fellandrene può formare perossidi se scaldato all'aria.

Profili tipici: minore; il β-fellandrene è tra i prodotti secondari di una pinene sintasi della canapa.

Sabinene

C10H16 · Monoterpene biciclico · Eb. 163-164 °C

Aroma: pepato, legnoso, speziato e fresco.

In natura: olio di semi di carota (componente principale), pepe nero, noce moscata, maggiorana, leccio e abete rosso.

Chimica: anello a tre atomi fuso con uno a cinque (scheletro tujano), sistema teso; esiste nelle forme (+) e (−).

Profili tipici: minore; contribuisce al tocco pepato di alcuni profili speziati.

Farnesene

C15H24 · Sesquiterpene aciclico

Aroma: mela verde, verde e floreale.

In natura: buccia delle mele (forma α) e fiore di gardenia; l'(E)-β-farnesene è il segnale d'allarme emesso dagli afidi.

Chimica: sei isomeri; catena aperta con quattro doppi legami, quindi si ossida facilmente.

Profili tipici: sesquiterpene secondario regolarmente presente accanto a cariofillene e umulene.

δ-3-Carene

C10H16 · Monoterpene biciclico · Eb. 170-172 °C

Aroma: dolce e pungente, aghi d'abete e bosco umido.

In natura: trementina (fino al 42 % secondo l'origine), mango, cedro, rosmarino e peperone.

Chimica: anello a sei atomi fuso con uno a tre; molecola chirale.

Profili tipici: minore; rafforza il registro resinoso.

Borneolo

C10H18O · Alcol monoterpenico biciclico · Eb. 213 °C · Fusione 208 °C

Aroma: canforato, pungente, legnoso.

In natura: rosmarino, artemisia, Dryobalanops aromatica, Blumea balsamifera, albero della canfora e galanga.

Chimica: solido (fonde attorno a 208 °C) con l'ossidrile in posizione endo. Le piante lo ossidano a canfora; il suo isomero eso è l'isoborneolo.

Profili tipici: minore; presente nei profili erbacei e canforati.

Fitolo

C20H40O · Alcol diterpenico aciclico · Eb. 203-204 °C a 10 mmHg

Aroma: erba tagliata, fieno, nota verde.

In natura: ovunque ci sia clorofilla, di cui forma la catena laterale; domina l'aroma di alcuni tè verdi.

Chimica: diterpene a 20 carboni liberato quando la clorofilla si degrada; probabilmente l'isoprenoide aciclico più abbondante della biosfera.

Profili tipici: soprattutto negli estratti di pianta intera; molto più discreto nelle resine setacciate.

Fencolo

C10H18O · Alcol monoterpenico biciclico · Eb. 201 °C · Fusione 39-45 °C

Aroma: basilico, fresco, limonoso e un po’ canforato.

In natura: basilico, a cui dà l'odore caratteristico; fino al 15,9 % dell'olio volatile di alcune specie di astro.

Chimica: isomero del borneolo, solido incolore (fonde tra 39 e 45 °C); ossidandosi dà fencone.

Profili tipici: citato con regolarità tra i terpeni secondari della cannabis.

Ossido di cariofillene

C15H24O · Epossido sesquiterpenico

Aroma: legno secco e spezie, più spento del cariofillene.

In natura: oli di chiodi di garofano, pepe e basilico, soprattutto dopo l'esposizione all'aria.

Chimica: si forma quando un doppio legame del β-cariofillene diventa un epossido: un testimone chimico dell'ossidazione.

Profili tipici: la sua quota cresce con l'età e l'esposizione all'aria di un lotto; buon indicatore di conservazione.

Colpo d’occhio

Tabella riassuntiva dei terpeni

Le 25 molecole della guida con famiglia chimica, firma olfattiva e alcune piante che le contengono. Tocca un nome per aprire la sua scheda.

TerpeneFamigliaAromaPresente anche in
Mircene (β-mircene)MonoterpeneTerroso, fruttato, muschiatoLuppolo, mango, alloro
LimoneneMonoterpeneAgrumi, scorzaBuccia di agrumi, aneto
β-CariofilleneSesquiterpenePepe, chiodo di garofano, legnoPepe nero, chiodi di garofano, luppolo
α-PineneMonoterpenePino, aghi, resinaPini, rosmarino, salvia
β-PineneMonoterpeneLegno verde, erbeCombava, aneto, prezzemolo
LinaloloMonoterpenoideLavanda, florealeLavanda, coriandolo, basilico
TerpinoleneMonoterpeneFresco, pino, floreale, agrumeLillà, tea tree, cumino
α-UmuleneSesquiterpeneLuppolo, legno, erbeLuppolo, salvia, zenzero
β-OcimeneMonoterpeneErbaceo, dolce, fruttatoBasilico, mango, luppolo
α-BisabololoSesquiterpenoideFloreale dolce, mieleCamomilla comune
NerolidoloSesquiterpenoideLegnoso, floreale, cortecciaNeroli, zenzero, gelsomino
GeranioloMonoterpenoideRosa, geranioRosa, palmarosa, citronella
Eucaliptolo (1,8-cineolo)MonoterpenoideMentolato, canforatoEucalipto, alloro, rosmarino
ValenceneSesquiterpeneArancia dolceArancia Valencia, agrumi
CanfeneMonoterpeneAbete, canforaCipresso, zenzero, valeriana
α-TerpineoloMonoterpenoideLillà, pino, florealeLillà, pino, cardamomo
GuaioloSesquiterpenoideLegno, rosa, pinoLegno di guaiaco, Callitris
α-FellandreneMonoterpenePepato, mentolato, agrumeEucalipto, aneto, finocchio
SabineneMonoterpenePepato, legnoso, speziatoPepe nero, noce moscata, carota
FarneseneSesquiterpeneMela verde, gardeniaBuccia di mela, gardenia
δ-3-CareneMonoterpeneAbete, sottoboscoTrementina, mango
BorneoloMonoterpenoideCanforato, legnosoRosmarino, canfora, artemisia
FitoloDiterpenoideErba, fienoFoglie verdi, tè verde
FencoloMonoterpenoideBasilico, limone, canforaBasilico, astri
Ossido di cariofilleneSesquiterpenoideLegno secco, spezieChiodi di garofano, pepe (ossidati)
Aromi

Le grandi famiglie aromatiche

Chi lavora nel settore descrive raramente un fiore molecola per molecola. Si ragiona per famiglie di aromi, ognuna sostenuta da pochi composti chiave.

Agrumi

Limone, arancia, pompelmo: in testa il limonene, con valencene e talvolta terpinolene per una scorza dolce e brillante.

Terroso e muschiato

Sottobosco, mango maturo, chiodo di garofano morbido: il regno del mircene, spesso affiancato da umulene e guaiolo.

Speziato e pepato

Pepe nero, chiodo di garofano, cannella: il β-cariofillene, con sabinene e α-umulene.

Floreale

Lavanda, rosa, lillà, zagara: linalolo, geraniolo, α-terpineolo e nerolidolo.

Pino e resina

Bosco di conifere, aghi stropicciati, canfora: α e β-pinene, carene, canfene, borneolo e fencolo.

Fruttato e tropicale

Mela verde, frutta tropicale, caramella: ocimene e farnesene, più esteri e tioli tropicali in tracce.

Gas e diesel

Il registro «gas», molto amato da chi cerca profili potenti, deve più a composti solforati volatili e allo scatolo, presenti in quantità minime, che ai terpeni.

Proprio quest'ultima famiglia ha riservato la sorpresa più grande degli ultimi anni. Nel 2021 un gruppo di ricerca che ha pubblicato su ACS Omega ha dimostrato che l'odore intenso e tipico della cannabis è dovuto a una famiglia di composti solforati prenilati, guidata dal 3-metil-2-butene-1-tiolo. La loro concentrazione cresce molto a fine fioritura, tocca il massimo durante la concia e cala dopo circa dieci giorni di conservazione. Nel 2023 un secondo studio su 31 resine ha collegato le note tropicali a tioli del gruppo 3-mercaptoesile, quelle fruttate a una trentina di esteri e quelle «chimiche» a indolo e scatolo. I terpeni costruiscono la base; queste tracce danno il carattere.

Fiori e resine

Come i terpeni disegnano il profilo di un fiore

Anche in un fiore molto aromatico, l'insieme dei terpeni vale solo pochi punti percentuali del peso secco. Un'analisi di oltre 41.000 campioni commerciali di laboratori statunitensi ha misurato una media vicina al 2 %, con la maggior parte dei singoli terpeni sotto lo 0,2 %. La canapa industriale coltivata per fibra o seme resta spesso molto più in basso. Il profilo di un fiore si legge quindi come una classifica: un terpene dominante, due o tre secondari, poi una lunga coda di composti minori.

Chemiotipo prima del nome della varietà

Lo stesso studio ha raggruppato i profili in tre insiemi: uno ricco di β-cariofillene e limonene, uno ricco di mircene e pinene e un terzo, più raro, guidato da terpinolene e mircene. I primi due raccoglievano l'87 % dei campioni. Soprattutto, le etichette commerciali indica, sativa o ibrida corrispondevano male alla chimica misurata. Per un acquirente professionale il chemiotipo (il profilo davvero analizzato) è più affidabile del nome o della categoria sulla confezione. Nella canapa ricca di CBD il mircene è di solito il monoterpene principale e il β-cariofillene il sesquiterpene di riferimento, come spieghiamo nella nostra guida al CBD.

Fiore o resina: due letture dello stesso bouquet

Una resina setacciata concentra le teste dei tricomi, cioè il serbatoio stesso dei terpeni. Il suo profilo rispecchia quello del fiore d'origine con qualche sfumatura: i monoterpeni più leggeri sono più esposti durante la separazione e l'essiccazione, mentre sesquiterpeni e composti solforati resistono meglio. Ecco perché un hashish pressato o un setacciato a freddo può risultare più profondo e speziato del fiore fresco. Temperatura, maglia del setaccio e qualità del materiale di partenza contano quanto la genetica.

Leggere un nome con prudenza

Nomi come Lemon Pop, Tangerine o Papaya fanno pensare subito al limonene o a note fruttate, e spesso è stato proprio il naso del selezionatore a suggerirli. Ma un nome non è un'analisi: due lotti della stessa genetica coltivati in condizioni diverse possono mostrare classifiche di terpeni differenti. Le schede del nostro catalogo di fiori e resine descrivono l'aroma osservato lotto per lotto.

Fiore di canapa Lemon Pop con profilo di terpeni agrumatiFiore Tangerine, terpeni con note di aranciaFiore Papaya, terpeni fruttati e tropicaliFiore Blue Dream, profilo terpenicoFiore Northern Lights, terpeni terrosiFiore MAC 1, tricomi ricchi di terpeniResina Piatella, terpeni concentrati dei tricomiResina Ice-O-Lator, aromi e terpeni
Dal campo al barattolo

Coltivazione, essiccazione, concia e conservazione

La genetica scrive il potenziale terpenico; tutto ciò che accade tra il seme e il barattolo decide quanto ne resta. La letteratura cita il chemiotipo, il luogo e il metodo di coltivazione, la stagione, il microclima, lo stadio di sviluppo, la lavorazione post raccolta, il modo e la durata della conservazione. Tre momenti pesano più degli altri.

In coltivazione

I monoterpeni si accumulano lungo tutto il ciclo, dalle foglie ai fiori giovani e poi ai fiori maturi, dove i tricomi sono più fitti. Luce, temperatura, nutrizione e momento della raccolta modulano l'intensità finale. Le differenze tra coltivazione indoor, outdoor e in serra, e il loro peso sull'aspetto e sull'aroma, sono spiegate nella nostra guida ai fiori indoor, outdoor e in serra.

In essiccazione e concia

È la fase che costa più aroma. Nello studio del 1996 già citato, una sola settimana di essiccazione all'aria a temperatura ambiente ha fatto perdere il 31 % dell'olio volatile; dopo tre mesi in un sacchetto di carta la perdita arrivava al 55 %. Il mircene scendeva dal 67 % al 33 % dell'olio, mentre limonene e pineni restavano sorprendentemente stabili. Un'essiccazione lenta, fresca e al buio limita le perdite, e la concia in contenitore chiuso lascia che l'umidità si equilibri senza far scappare i volatili. È sempre durante la concia che i composti solforati delle note più intense raggiungono il picco.

In conservazione

Tre nemici agiscono insieme: la luce (i raggi UV degradano le molecole insature), il calore (accelera la perdita dei volatili) e l'ossigeno (ossida). Il mircene è instabile all'aria e tende a polimerizzare; il limonene si ossida in carveolo, carvone e ossido di limonene; il β-cariofillene dà ossido di cariofillene; anche il linalolo si ossida. Le manipolazioni ripetute rompono le teste dei tricomi ed espongono la resina. Tutti i consigli pratici (contenitori, temperatura, umidità relativa, rotazione delle scorte) sono raccolti nella guida alla conservazione di fiori e resine.

Al buio

Contenitore opaco o armadio chiuso: i raggi UV attaccano i doppi legami dei terpeni.

Fresco e stabile

Una temperatura bassa e costante rallenta la perdita dei monoterpeni più leggeri.

Poca aria

Barattolo ermetico ben pieno e aperto di rado: meno ossigeno, meno ossidazione.

Poche manipolazioni

Ogni contatto danneggia i tricomi e lascia la resina all'aria.

Misura

Come si analizzano i terpeni in laboratorio

La tecnica di riferimento è la gascromatografia. Il campione entra in un iniettore riscaldato, un gas di trasporto (spesso elio) spinge le molecole lungo una colonna capillare di alcune decine di metri e ogni composto esce in un momento preciso, il suo tempo di ritenzione. I monoterpeni, leggeri, escono per primi; i sesquiterpeni dopo.

GC-MS e GC-FID

Accoppiata a uno spettrometro di massa (GC-MS), la gascromatografia identifica ogni picco dal suo schema di frammentazione, confrontato con librerie di riferimento (NIST, Wiley, Adams) e con indici di ritenzione. Per la quantificazione si preferisce spesso il rivelatore a ionizzazione di fiamma (GC-FID), dalla risposta molto regolare. Molti laboratori usano entrambi: lo spettrometro per riconoscere, il FID per contare.

Preparazione: iniezione liquida o spazio di testa

Gli approcci principali sono due. O si estraggono poche decine di milligrammi di materiale con un solvente (esano, etanolo) prima dell'iniezione, oppure si scalda il campione in una fiala chiusa e si preleva solo l'aria carica di volatili sopra di esso: è lo spazio di testa (headspace), talvolta con una fibra di microestrazione in fase solida (SPME). Lo spazio di testa è molto sensibile ai monoterpeni ma può sottostimare i sesquiterpeni più pesanti. Per andare oltre, la gascromatografia bidimensionale (GC×GC) con spettrometria a tempo di volo separa centinaia di composti in tracce, compresi gli esteri e i tioli citati sopra.

Come leggere un profilo terpenico

Un profilo terpenico elenca le molecole quantificate, di solito in percentuale in peso o in mg/g, con un totale. Qualche buona abitudine: verificare quanti terpeni comprende il pannello (un totale su 10 composti non è confrontabile con uno su 40), guardare il limite di quantificazione e ricordare che una colonna standard non separa gli enantiomeri come il (+) e il (−)-limonene. I lotti Green Connection sono analizzati in laboratorio; per approfondire gli altri composti misurati, consulta le nostre guide al CBG e al CBN.

Origine

Terpeni della canapa e terpeni botanici

Le origini possibili sono due. I terpeni della cannabis o della canapa sono quelli prodotti dalla pianta stessa, presenti nel fiore o nella resina, oppure in un estratto aromatico ottenuto dalla pianta. I terpeni botanici provengono da altre specie: limonene dalla buccia degli agrumi, pinene e carene dalla trementina, cariofillene da chiodi di garofano o pepe, linalolo da lavanda o coriandolo. Vengono poi miscelati per imitare un determinato profilo.

Una molecola resta una molecola: il mircene del luppolo e quello di un fiore di canapa hanno la stessa formula e la stessa struttura. Le differenze stanno altrove. Anzitutto la stereochimica: il limonene dominante nella buccia degli agrumi è l'enantiomero (+), dal profumo d'arancia, mentre l'enzima CsTPS1 della varietà Finola produce soprattutto (−)-limonene, più vicino al pino. Poi la completezza: una miscela ricostruita con quindici terpeni non contiene le decine di composti minori, esteri e tioli che caratterizzano un bouquet naturale. Infine la tracciabilità: un professionista deve sapere cosa acquista, e la trasparenza sull'origine degli aromi fa parte della fiducia.

CriterioDella canapaBotanici
OrigineLa pianta stessaAgrumi, conifere, spezie
MolecoleIdenticheIdentiche
EnantiomeriQuelli della piantaQuelli della fonte
Composti in traccePresentiSpesso assenti
ComplessitàBouquet completoProfilo semplificato
Quadro

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Domande frequenti

FAQ terpeni

Risposte brevi alle domande più comuni sui terpeni della canapa e della cannabis.

Cos'è un terpene, in una frase?
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Un terpene è una molecola aromatica volatile che le piante costruiscono con unità di cinque carboni (isoprene); nella canapa nasce nei tricomi ghiandolari e dà a ogni fiore il suo odore.

Che differenza c'è tra terpeni e terpenoidi?
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Un terpene contiene solo carbonio e idrogeno, come il mircene o il limonene. Un terpenoide porta anche un gruppo con ossigeno: linalolo e geraniolo sono alcoli, l'eucaliptolo è un etere. Nell'uso comune i due termini si scambiano spesso.

Quanti terpeni ci sono nella cannabis?
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La letteratura descrive 110 terpeni e 121 terpenoidi in Cannabis sativa. Ogni fiore ne esprime solo una parte, di solito con un terpene dominante, due o tre secondari e molti composti in tracce.

Qual è il terpene più comune nella cannabis?
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Il mircene è spesso il monoterpene principale, soprattutto nella canapa. Il β-cariofillene è il sesquiterpene principale più frequente. Limonene, pineni e umulene completano il nucleo presente nella maggior parte delle varietà.

Perché alcuni fiori hanno note gas o diesel?
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Quelle note intense derivano soprattutto da composti solforati volatili, come il 3-metil-2-butene-1-tiolo, e da tracce di scatolo, più che dai terpeni. Raggiungono il picco durante la concia e sono presenti in quantità minime.

Il nome della varietà basta a conoscere il profilo terpenico?
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No. Uno studio su oltre 41.000 campioni ha dimostrato che le etichette indica, sativa o ibrida riflettono male la chimica reale. Solo l'analisi del lotto mostra la classifica dei terpeni, che cambia anche con coltivazione ed essiccazione.

Come si analizzano i terpeni in laboratorio?
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Con la gascromatografia, accoppiata a uno spettrometro di massa (GC-MS) per identificare le molecole e spesso a un rivelatore a ionizzazione di fiamma (GC-FID) per quantificarle. Il campione viene estratto con solvente o prelevato nello spazio di testa.

Perché un fiore perde aroma col tempo?
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Perché i terpeni sono volatili e si ossidano. In uno studio di riferimento una settimana di essiccazione all'aria ha eliminato il 31 % dell'olio volatile e tre mesi di conservazione il 55 %. I monoterpeni, più leggeri, se ne vanno per primi.

Come conservare al meglio i terpeni di fiori e resine?
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Limitando luce, calore e ossigeno: contenitore ermetico e opaco, luogo fresco e stabile, poche aperture e poche manipolazioni. La nostra guida alla conservazione di fiori e resine approfondisce ogni punto.

Che differenza c'è tra terpeni della canapa e terpeni botanici?
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I terpeni botanici vengono da altre piante (agrumi, conifere, spezie). Le molecole sono identiche, ma gli enantiomeri possono differire e le miscele ricostruite non hanno i composti in tracce che rendono complesso un bouquet naturale.

I fiori e le resine Green Connection sono analizzati?
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Sì, i lotti sono analizzati in laboratorio e hanno un tenore di Delta-9 THC inferiore allo 0,3 %. Sono presentati come articoli da collezione non destinati al consumo.

Green Connection lavora con i professionisti?
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Sì. Negozi, distributori e rivenditori possono consultare il catalogo, chiedere un campione e ricevere un preventivo all'ingrosso direttamente su WhatsApp.